Verso il Contratto di Fiume passando da un processo partecipativo

Prima di parlare di Contratti di Fiume e di gestione partecipata del bacino idrografico dell’Ombrone ci sono molte tappe da percorrere e di argomenti da sviluppare.

Il nostro obiettivo principale è quello di cercare di fare una proposta concreta, che porti al dialogo ed al dibattito sui temi della gestione delle risorse fluviali: un processo partecipativo.

In questa dimensione saranno trattate tutte quelle tematiche correlate alla riqualificazione fluviale contestualizzata in uno scenario in cui le opere di prevenzione per il rischio idraulico sono fondamentali e non sono più rimandabili.

Quindi la nostra proposta si basa e ambisce alla nascita di una relazione forte e duratura con le pubbliche amministrazioni affinché si crei un vero rapporto di fiducia e di trasparenza.

…verso un processo partecipativo …verso un contratto di fiume Ombrone….

 

 

Incontro a Vescovado di Murlo per (ri)parlare insieme del progetto partecipativo O.Si.Amo

               


Il Comitato per la valorizzazione del Paesaggio
e dell’Ambiente di Buonconvento

e l’Associazione Culturale di Murlo

invitano a partecipare all’incontro

UN PROGETTO PER (RI)PARLARE DELL’OMBRONE
 
lunedi 15 maggio ore 21.15

presso i locali della Casa del Popolo
di Vescovado di Murlo
(Circolo Arci) in via Roma n.43

durante l’incontro verrà illustrato il progetto O.SI.AMO verso la definizione di un contratto di fiume per:
– l’avvio di un processo partecipativo per la gestione del fiume
– una identificazione di problemi fondamentali e duraturi
– una progettazione coerente con le potenzialità del territorio
– una visione condivisa alla scala di bacino idrografico
– uno studio condiviso del territorio al fine della sua salvaguardia e valorizzazione.

Nella serata sarà possibile raccogliere le firme necessarie per ottenere dalla Regione Toscana il finanziamento del progetto.

Raccolta di firme a favore della proposta partecipativa alla Regione Toscana

Dalle problematiche connesse degli eventi calamitosi degli ultimi anni (2013 e 2015) , dalle conseguenze degli interventi dei tagli della vegetazione riparia lungo alcuni fiumi  e torrenti della Provincia di Siena in cui molte associazioni hanno ribadito il diretto di replica all’operato, in quanto disattese troppe delle normative a tutela dell’ambiente,  siamo passati man mano a cercare di capire cosa non dovrebbe più ricapitare e come vorremmo il nostro paese, il nostro territorio, il nostro fiume, la nostra economia, la nostra storia.

Il Comitato  di cui rappresento  negli ultimi anni ha convenuto e si convinto  che l’unico strumento efficace  e in questo momento necessario per la corretta gestione delle opere fluviali  a tutela   garanzia del territorio, sia il CONTRATTO DI FIUME.

Con tale convinzione il 30 giugno del 2014 presentammo in Regione alla Autorità per la Partecipazione un progetto di un processo partecipativo che riguardava tutti i comuni compresi nel bacino idrografico del fiume e che aveva la finalità di attivare un percorso  di conoscenza e consapevolezza  a partire da un piccolo gruppo di cittadini di un comune rivierasco.

Con tale strumento conoscitivo tutti i soggetti interessati quali cittadini, associazioni, enti e comuni si sarebbero dovuti incontrare e si sarebbero  dovute costruire delle basi per l’insediamento di un tavolo di lavoro proiettato verso la costituzione di un contratto…di fiume.

Tale progetto interessò la Regione e fu approvato ma con una riserva, ovvero che essendo esteso a tutto il bacino idrografico dell’Ombrone ci fosse una partecipazione dei cittadini attraverso un numero di firme troppo elevato (circa 1300 da raccogliere in un tempo troppo ristretto) rispetto  a quella che potevano essere le nostre possibilità.

Ad oggi richiamo la vostra attenzione, perché a distanza di due anni siamo riusciti a presentare nuovamente quel progetto in Regione apportando delle modifiche e riuscendo a superare alcuni degli ostacoli che al tempo non ci permisero di arrivare allo scopo che ci prefissammo: la riduzione dell’estensione del bacino di interesse con il conseguente numero di adesioni.

Il progetto OSIAMO verso il Contratto di Fiume dell’Ombrone con tali premesse  potrebbe realisticamente partire e dare vita ad una innovazione culturale unica nel nostro territorio.

Quindi come dice l’acronimo che intitola il nostro progetto O.SI.AMO (Ombrone Siena Amo) che esprime l’amore per il fiume ma letto tutto insieme esprime tutta la forza degli abitanti che risiedono lungo l’Ombrone senese, non indugiamo.

Oggi più che mai c’è la necessità di trovare un’integrazione di coerenza di pianificazione e progettualità  attraverso un percorso conoscitivo che porti a trovare una gestione integrata e coerente.

Proposta dell’Amministrazione comunale di Buonconvento per un protocollo di intesa fra più soggetti

I fiumi: pericolo o risorsa?

“L’Amministrazione Comunale di Buonconvento propone un protocollo d’intesa  fra più soggetti per la gestione di un tratto del fiume Ombrone “

         A seguito dell’incontro del 24 settembre in cui è stata affrontata la tematica della gestione fluviale incentrando il dibatto sulla necessità di instaurare un tavolo tecnico e un coordinamento per garantire la fruibilità dei paesaggi ambientali e tutelarne il patrimonio e la necessità di valutare la legittimità dell’operato effettuato sul nostro territorio è emerso che:

  • L’amministrazione comunale di Buonconvento ha proposto un protocollo di intesa fra il Comune, il Consorzio di Bonifica ed il Comitato per la Valorizzazione del Paesaggio e dell’Ambiente di Buonconvento per l’insediamento di un coordinamento che si adoperi ad intraprendere una serie di azioni mirate all’ armonizzazione degli interventi da effettuare sul territorio per una riqualificazione dei sistemi ambientali;
  • Sia arrivato il momento di pensare a progettare degli interventi di manutenzione e prevenzione al rischio valutando anche i fattori ambientali legati al luogo in cui vengono messi in opera;
  • Sia fondamentale l’attenzione continua dei cittadini affinché sia possibile esercitare il diritto di preservazione dell’ambiente quale patrimonio indiscusso della comunità ;
  • Sia possibile approntare un nuovo passo avanti per riparlare di Contratto di Fiume ed è stata sottolineata la necessità di estendere ad un territorio più vasto possibile  il concetto di protocollo di intesa  cercando di far nascere dei tavoli di confronto tecnici, dove alla base si poggiano la trasparenza, le normativa specifiche in materia e la pianificazione;
  • Nella consapevolezza che il fiume è una risorsa occorre tener conto del pericolo che ne deriva attraverso la valutazione del rischio, alla vulnerabilità del territorio, accettando che nessuno  può imporre la propria volontà alla natura ma occorre imparare a conoscerla ed a conviverci.

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Hanno partecipato alla tavola rotonda:

Paolo Montemerani    Sindaco del Comune di Buonconvento

Ing. Tassi                       Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud

Valeria Lingua              Architetto Urbanista presso Università degli Studi di Firenze

Elisabetta Menchetti        Presidente del Coordinamento Merse

Tommaso Addabbo          Presidente WWF Sezione di Siena

Paolo Menicori                   Membro del direttivo provinciale  Ecodem e  Legambiente

Giulio Marcucci                  Vice Presidente EDIMAS (Emergency and DIsaster                                                           MAnagement Studies)

sono intervenuti anche :

Dott. Querci Giacomo      del Dipartimento di Scienze Fisiche della Terra e dell’ambiente di Siena

Dott. Pallummo Alex        Pianificatore presso l’Università di Firenze

Moderatore:

Riccardo Conti                    Presidente Comitato per la valorizzazione del Paesaggio e dell’Ambiente di Buonconvento

Buonconvento, 24 settembre ’16

 

I fiumi: risorsa o pericolo? Premessa…

La 48° edizione della Sagra della Valdarbia ha fatto  da scenario  alla tavola rotonda che ha trattato di il tema:  “I fiumi: risorsa o pericolo?”.

Nel contesto della ricorrenza del cinquantenario dell’alluvione del 1966 il ricordo della memoria del passato ci ha aiutato a tenere vivo il dolore di una tragedia.

Dopo un periodo di  47 anni senza il manifestarsi di eventi calamitosi di particolare intensità ecco che a due anni di distanza, nel 2013  e nel 2015, si riprongono due situazioni analoghe a quella del 1966.

L’analisi dei mutamenti in merito al passato porta alla presa di coscienza di alcuni cambiamenti, fra i cui quelli paesaggistici (abbandono delle campagne, incremento delle superfici urbane ) e quelli climatici (riscaldamento globale).

Di fronte a queste trasformazioni ecco che la parola fiume, che storicamente veniva citata come simbolo della vita che nasce e che scorre inesorabilmente (simbolo di speranza), diventa/ si trasforma, in parola con sinonimo di DISTRUZIONE e PERICOLO.

Nel corso degli ultimi mesi la prevenzione del rischio idraulico ha portato alla messa in opera di interventi drastici e  su larga scala senza tenere conto di  una gestione che permetta di rivalorizzare il fiume a livello locale  ed allo stesso tempo metterlo in condizione di essere sicuro.

  1. E’ legittimo rivendicare una progettazione condivisa fra amministrazioni, enti e associazioni?
  2. Quali interventi di riqualificazione sono previsti?
  3. Ci sono degli studi che identifichino le caratteristiche dei differenti tipi di paesaggio e come vengono veicolate le informazioni fra gli operatori e coloro che gestiscono il territorio?
  4. È possibile pensare ad un coordinamento fra i vari soggetti coinvolti nella autorità di gestione? gestione democratica del territorio magari attraverso una tavola rotonda fra chi opera?
  5. C’è una pianificazione e una scelta delle priorità con degli ambiti da tutelare? In questa fase progettuale sono coinvolte le specifiche facoltà di studio in materia?
  6. Come si intende procedere nella successiva gestione dell’alveo o, delle sponde a seguito dei tagli della vegetazione ripariale?
  7. E in un contesto di gestione dell’emergenza come è possibile limitare i danni di possibili eventi calamitosi?