I fiumi: risorsa o pericolo? Premessa…

La 48° edizione della Sagra della Valdarbia ha fatto  da scenario  alla tavola rotonda che ha trattato di il tema:  “I fiumi: risorsa o pericolo?”.

Nel contesto della ricorrenza del cinquantenario dell’alluvione del 1966 il ricordo della memoria del passato ci ha aiutato a tenere vivo il dolore di una tragedia.

Dopo un periodo di  47 anni senza il manifestarsi di eventi calamitosi di particolare intensità ecco che a due anni di distanza, nel 2013  e nel 2015, si riprongono due situazioni analoghe a quella del 1966.

L’analisi dei mutamenti in merito al passato porta alla presa di coscienza di alcuni cambiamenti, fra i cui quelli paesaggistici (abbandono delle campagne, incremento delle superfici urbane ) e quelli climatici (riscaldamento globale).

Di fronte a queste trasformazioni ecco che la parola fiume, che storicamente veniva citata come simbolo della vita che nasce e che scorre inesorabilmente (simbolo di speranza), diventa/ si trasforma, in parola con sinonimo di DISTRUZIONE e PERICOLO.

Nel corso degli ultimi mesi la prevenzione del rischio idraulico ha portato alla messa in opera di interventi drastici e  su larga scala senza tenere conto di  una gestione che permetta di rivalorizzare il fiume a livello locale  ed allo stesso tempo metterlo in condizione di essere sicuro.

  1. E’ legittimo rivendicare una progettazione condivisa fra amministrazioni, enti e associazioni?
  2. Quali interventi di riqualificazione sono previsti?
  3. Ci sono degli studi che identifichino le caratteristiche dei differenti tipi di paesaggio e come vengono veicolate le informazioni fra gli operatori e coloro che gestiscono il territorio?
  4. È possibile pensare ad un coordinamento fra i vari soggetti coinvolti nella autorità di gestione? gestione democratica del territorio magari attraverso una tavola rotonda fra chi opera?
  5. C’è una pianificazione e una scelta delle priorità con degli ambiti da tutelare? In questa fase progettuale sono coinvolte le specifiche facoltà di studio in materia?
  6. Come si intende procedere nella successiva gestione dell’alveo o, delle sponde a seguito dei tagli della vegetazione ripariale?
  7. E in un contesto di gestione dell’emergenza come è possibile limitare i danni di possibili eventi calamitosi?

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"“Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d'arte che si possa desiderare.” ANDY WARHOL

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