Il Contratto di Fiume

Almeno un merito alla esondazione del 21 ottobre va riconosciuto: i cittadini di Buonconvento hanno ritrovato il gusto di discutere dei loro problemi. Dalle problematiche strettamente connesse agli eventi calamitosi della piena siamo man mano passati ad una visione più ampia: a discettare cioè su come vorremmo il nostro territorio, il nostro paese, i nostri fiumi, la nostra economia.
Il Comitato per la valorizzazione del paesaggio e dell’ambiente di Buonconvento non poteva non essere un volano del dibattito che si stava accendendo su questi argomenti, decisivi per il nostro futuro. Sono state infatti organizzate assemblee pubbliche, alle quali sono stati apportati validi contributi di conoscenza da parte di autorevoli esperti del territorio.
È in una di tali assemblee, organizzata in occasione dei 100 giorni trascorsi dall’alluvione, che è maturata l’idea di costituire anche nel nostro comprensorio il così detto “Contratto di Fiume”, che altro non è che ricercare una visione condivisa su come intendiamo gestire e “vivere” il nostro territorio. Un investimento quindi di tipo culturale, capace anche di immaginare soluzioni idonee per dare un nuovo impulso alle attività economiche, specie nel settore turistico, valorizzando il “nostro petrolio” costituito da un paesaggio fra i più suggestivi ed un tessuto socio culturale di grande spessore. Certamente la difesa dei cittadini dagli eventi calamitosi sarà al centro delle iniziative previste dal Contratto di Fiume, ma non possiamo attendere che tale strumento sia divenuto operativo per realizzare le opere che rivestono una straordinaria urgenza.

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